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Castiglione, paese ricco di storia,
è anche lo scrigno di tradizioni centenarie che ogni anno
rivivono secondo la secolare consuetudine popolare. Una delle
più caratteristiche è la processione de “I Crocioni”. La
particolare rappresentazione sacra ripercorre l’ascesa di Gesù
al monte Calvario e si svolge nella notte del Giovedì Santo.
L’origine di questa tradizione si perde nella notte dei tempi.
La caratteristica fondamentale di questo rito è il significato
profondo attribuito al voto dell’uomo che per penitenza
impersonerà il Cristo. Questa particolarità distingue il rito de
“I Crocioni” dalle altre rappresentazioni sacre che si svolgono
durante la settimana santa. L’usanza vuole che il Cristo vestito
con una cappa bianca e il volto coperto da un cappuccio, faccia
il suo ingresso in Chiesa, dopo la celebrazione della Santa
Messa, rievocazione dell’ultima cena. Annuncia il suo arrivo lo
stridio di catene legate ai suoi piedi. L’uomo ricevuto il bacio
di Giuda, viene caricato con una pesante croce e scortato dalle
guardie romane, inizia il suo cammino di penitenza. La
suggestiva processione percorre le caratteristiche vie
lastricate del paese. Anticipano l’arrivo del Cristo gli uomini
della confraternità con le loro torce. L’uomo incappucciato
porta sul capo una corona di spine e compie l’intero cammino a
piedi nudi. Il rullo dei tamburi annuncia le tre cadute, nei
punti più suggestivi del borgo: sagrato di San Pietro,
Torricella e Porta del Ponte Levatoio. La processione si
conclude con il ritorno nella chiesa di San Michele. Qui l’uomo,
la cui identità rimane misteriosa, viene portato in sagrestia
dove al sicuro in un grande armadio uscirà solo a notte
inoltrata quando il paese sarà deserto.
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